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mercoledì 2 aprile 2014

A

Oh stanchi viaggiatori, lo sceneggiatore cane, immensamente magnanimo, si è infine degnato di regalarci una scoppiettante e coinvolgente puntata di The Walking Dead, che se A fosse stato l'episodio di apertura di metà stagione ci saremmo evitati due mesi di strazio e tedio senza fine. 


Lo sceriffo è tornato in città. A comincia con il botto ed esattamente con Rick che squarcia il collo di Joe a morsi lasciando così la sua vena giugulare libera di annaffiare il sottobosco. Ce n'è abbastanza anche per il gaglioffo fermamente deciso a sodomizzare quella creatura innocente che è Carl, Rick si accanisce sull'uomo e non smette di colpirlo se non quando si ritrova ricoperto di frattaglie. Seguono trenta, inutili minuti durante i quali lo sceneggiatore cane di cui sopra si sente in dovere di spiegarci quali sono i meccanismi mentali che hanno spinto Rick ad agire con così tanta furia e insinua dubbi su cosa potrebbero mai pensare di lui i suoi compagni di scampagnata.  Io vi dico, per l'ennesima volta, che Rick è si un personaggio complesso, ma sta dalla parte dei buoni, la trasformazione in feroce berserker avviene solamente perché annebbiato dalla paura, dalla disperazione. La meta è talmente vicina che ritrovarsi minacciato, in pericolo di vita e quasi senza possibilità di scampo è intollerabile. Non c'è tempo per le analisi di coscienza, bisogna agire ed è lui il solo in grado di assumersi la responsabilità di una decisione faticosa come questa, è lui il solo in grado di badare alla sua famiglia. 


Ma anche quando sbudella gente, il buon padre di famiglia vola col pensiero ai felici tempi in cui era solo un semplice contadino che viveva dei frutti della terra in tutta serenità. Il dannatissimo conflitto interiore, che ha mandato in vacca tutta questa stagione, si risolve infine (evviva dio) quando prende la sacrosanta decisione di sfilettare Joe come una triglia. Niente più manie da vecchie signore annoiate con la fissa del bio.