Interment, scritta da Channing Powell, è stata nel complesso una puntata discreta, ma solo perché retta dalla perseveranza e la bontà del buon vecchio Hershel. L'unico che in tempi di tragedie e pestilenze trova ancora la forza di sperare. L'unico che, nonostante la non propriamente giovane età, può dare coraggio ad una manica di sbarbatelli disperati. E dopo la puntata in cui Carol è stata protagonista e ci ha parlato della sua scelta di di uccidere due uomini per evitare loro sofferenze, Hershel è il pilastro di quest'ultima e crede fortemente di dover dar loro, di dare a chiunque, la possibilità di farcela. La sua fede e la sua compassione sono forti tanto, se non più, della distaccata brutalità di Carol. Hershel è l'angelo della misericordia, che quando non riesce a salvare gli ammalati, cerca in tutti i modi di preservare quanto meno la loro dignità, nascondendo agli altri cosa la malattia ha fatto loro. E li uccide, in silenzio, da solo, perché quando ritorneranno in vita non rimarrà nulla di dignitoso in loro.
Ad un tratto, nell'idillio dell'amore di un uomo per il suo prossimo, si scatena l'inferno. Hershel e Lizzie per poco non ci restano secchi, Glenn è decisamente più morto che vivo, zombie tisici riemergono dalle tombe. Insomma per alcuni istanti ho rischiato che la tensione mi uccidesse, anche perché i miei due personaggi preferiti hanno rischiato un po' troppe volte la vita in decisamente molto poco tempo. E ancora una volta il saggio veterinario dimostra che l'amore è fonte di forza straordinaria, ma anche di errore, perché se avesse avuto cuore di chiudere tutti nelle loro celle, non si sarebbe verificato tutto questo casino.

