Slabtown è la puntata del ritorno di Beth, quella bionda con qualche disturbo della personalità che canta sempre. La stessa Beth che ha una sorella cui non importa niente della sua misteriosa dipartita e che porta sempre con sé il tedio e la noia.
Ebbene ritorna alla vita e si ritrova prigioniera di un gruppo di picchiatelli superstiti che vivono rintanati in un ospedale e che vaneggiano di salvataggi e bene comune. Una congrega di persone che crede che la parola compromesso sia sinonimo di sfruttamento e maltrattamento. Più Beth indaga sulla struttura di questo ospedale più capisce che si nasconde qualcosa di oscuro, dunque cresce in lei il desiderio di scappare.
L'agente Dawn è a capo della struttura ospedaliera che gestisce come un carcere con tanto di punizioni corporali, gli ospiti maschili dell'edificio si adoperano per mantenere pulite e stirate le divise degli agenti di polizia, mentre le donne devono premurarsi di soddisfarli sessualmente. Perché ciascuno ha il suo compito. Infine c'è il dottor Edwards che supporta tutto il sistema e fa in modo di diventarne il perno centrale, nonostante la consapevolezza di quanto l'intera organizzazione sia marcia. Edwards è anche l'unico a prendersi apparentemente cura di Beth, ma non appena si serve di lei per eliminare un altro medico in modo da assicurarsi di mantenere la sua posizione privilegiata, diventa chiaro che la condizione di Beth non è poi così positiva, schiacciata tra un profittatore e un molestatore.

