Sulla scia di pellicole come L’invasione
degli ultracorpi nel 1958 vede la luce il film di Gene Fowler Jr, a metà tra
l’horror e la fantascienza.
Gli sceneggiatori danno il meglio di loro
stessi presentandoci subito amanti viziosi e senza vergogna, prostitute alle
quali la vita non ha mai regalato nulla e un capannello di giovani uomini afflitti
e scontenti delle proprie vite matrimoniali. Tra questi ultimi c’è Bill Farrell
che, a poche ore dalle nozze, decide di lasciare gli amici fatti di amaro (perché
amara è la vita) e di andare dalla sua amata per fare le zozzerie. La macchina
corre veloce quand’ecco l’agguato. Con un ignobile trucco il mostro della
laguna contraffatto fa in modo che il promesso sposo scenda dall’automobile, quindi gli si avvicina con la grazia di un ippopotamo, lo spaventa a morte e poi lo fa
scomparire in una nuvola di fumo. Bill però è uno che le promesse le mantiene e
il giorno dopo si presenta, anche se un po’ in ritardo, al suo matrimonio, brinda, lancia confetti e
poi via in luna di miele. Ed è
