Comedy horror del 1987, prima, e per fortuna anche ultima, pellicola di
J. Michael Muro, per gli amici, suppongo pochi, Jim Muro.
Il plot, per quello che ho potuto capire, è all’incirca il seguente. Il
proprietario di un negozio di liquori di Manhattan trova una cassa di vino
rimasta a ad ammuffire in cantina per circa sessant’anni. L’uomo, che vive in
una zona che abbonda di barboni e che ha l’animo del capitalista, decide di
vendere comunque il vino, ad un prezzo, a mio avviso, onesto. Peccato però che
chiunque beva il torcibudella "Tenafly Viper" si scioglia in una tavolozza di
colori sgargianti. Il poliziotto g-man Bill indaga su queste morti misteriose e
giacché c’è tenta di porre fine all’impero dei clochard guidato dal
picchiatello Bronson, veterano del Vietnam. Se credete che basti così, vi
sbagliate. Dopo un po’ compaiono dei sub-mafiosi naturalmente italo-americani. Io
ve l’ho fatta facile, ma adesso farò un sunto delle scene che si susseguono
senza senso alcuno durante i penosissimi novantuno minuti di film.











