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martedì 18 febbraio 2014
lunedì 17 febbraio 2014
Rosalba Neri
Rosalba Neri nasce a Forlì nel 1939 e nei suoi film è spesso accreditata come Sara Bay o Sara Bey.
Debutta nel 1955 con I pinguini ci guardano, al fianco di mostro sacro quale Renato Rascel, con cui lavorerà anche ne Il corazziere. Recita poi nella commedia Mogli pericolose di Luigi Comencini e ottiene anche una piccola parte in Era notte a Roma di Roberto Rossellini.
Nel 1960 appare in due peplum, Il Sepolcro dei Re di Fernando Cerchio e Ester e il re, film ispirato alla storia biblica di Ester, al fianco di Joan Collins. Grazie alla sua oscura e travolgente bellezza interpreta spesso personaggi leggendari, quali Helena in Ercole al centro della Terra del 1961, film in cui è diretta ancora una volta da Mario Bava. E' poi Dalila, di nuovo nei panni di una biblica bellezza del vecchio testamento, ne I Grandi Condottieri. Rosalba Neri lavora costantemente per tutti gli anni '60 e '70, spesso partecipando alle pellicole con ruoli minori, come in El Cid, nel quale è accreditata come una delle ragazze dell'harem.
Durante gli anni '60 recita in alcuni dei film di spionaggio italiani. E' Faddja ne Il Superseven Chiama Cairo di Umberto Lenzi. Nel 1965 appare in Due Mafiosi contro Goldfinger, accreditata come Sara Bay, e interpreta il personaggio de La Segretaria. Si tratta di una commedia comica di fantaspionaggio, parodia dei film di James Bond con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Nel 1967 è Amalia in Password: Uccidete Agente Gordon, scadente film di Terence Hathaway, ed è nello stesso anno che partecipa a Lucky, el intrépido diretto da Jess Franco e con Ray Danton.
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venerdì 14 febbraio 2014
Lupi, sesso e Jason Momoa
E' alla scoppiettante fantasia di David Hayter che dobbiamo la nascita di Wolves, il film che è il nuovo True Blood, e cioè una pattumata al limite del ridicolo. Mi ci gioco le frattaglie che questo sarà uno dei film più brutti del 2014.
La trama consiste in un capannello di lupi mannari che non fa altro che correre, saltare, incazzarsi e prendersi a pedate per tutto il tempo. Insomma si tratta di qualcosa molto simile a Ferals ma con degli uomini lupo minchia.
Se il plot pagliaccesco non vi ancora convinto, vi dico anche che fa parte del cast l'uomo che in pochi anni è riuscito a scalare la classifica dei miei idoli trash, Jason Momoa, che nel film interpreta Mister Mistoffelees.
Non vedo l'ora che il film venga distribuito nel mondo tutto per portare un po' di gioia nel cuore ad un'umanità ormai stanca di vivere.
Fonti:
mercoledì 12 febbraio 2014
After
Avevamo lasciato la prigione in fiamme, i sopravvissuti dispersi e il Governatore morto. Ritroviamo il dramma, i dibattiti filosofici, la ricerca del senso della vita, ma soprattutto personaggi incoerenti e irriconoscibili, farfugliamenti e noia. Questo è After, puntata che riapre la quarta stagione di The Walking Dead.
Ogni episodio, delle ultime due stagioni, è potenzialmente deludente, si sa. E quindi perché continuare a guardarlo? Perché ogni tanto ci regalano delle gran belle scene di morte e pathos, morte e amore, morte e morte e perché The Walking Dead ha in sé un notevole potenziale, che molto spesso viene sfruttato malamente.
Quando decidono di buttare tutto alle ortiche, nella migliore delle ipotesi ne viene fuori un episodio noioso e con una trama inesistente, nella peggiore invece tutto è incoerente e terribilmente mal scritto. Per contro, quando ci si impegnano e riescono a fare un buon lavoro, la serie prende una piega straziante, devastante e magnifica.
In questa puntata ci dicono che tutto quanto fatto fin'ora è stato inutile, come se non bastasse, Carl diventa adolescente e per questo è accompagnato da una crescente mancanza di cerbero, Rick è colto da paralisi talamica dalla quale si riha solo per fare il mea culpa e Michonne è lacerata fra la sofferenza per aver perso tutti i suoi cari e la voglia di continuare a lottare.
After è l'episodio del riposo. Non accade nulla e i dialoghi sono scarsi. Carl e Rick si stabiliscono in una casa abbandonata e subito lo sceriffo inizia a rimbrottare il bimbominkia su quello che può e quello che non può fare, perché il padre in fondo al cuore sa di aver generato uno scemo. Ad un certo punto però Rick muore un po' e quindi Carl è libero di rischiare la vita tre, quattro volte nel giro di mezz'ora e di sprecare la manciata di proiettili rimastigli. Ritornato a casa, crede che suo padre si stia trasformando in uno zombie, quindi scoppia in un pianto liberatore ricolmo di speranze infrante.
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