mercoledì 5 novembre 2014

Slabtown


Slabtown è la puntata del ritorno di Beth, quella bionda con qualche disturbo della personalità che canta sempre. La stessa Beth che ha una sorella cui non importa niente della sua misteriosa dipartita e che porta sempre con sé il tedio e la noia.

Ebbene ritorna alla vita e si ritrova prigioniera di un gruppo di picchiatelli superstiti che vivono rintanati in un ospedale e che vaneggiano di salvataggi e bene comune. Una congrega di persone che crede che la parola compromesso sia sinonimo di sfruttamento e maltrattamento. Più Beth indaga sulla struttura di questo ospedale più capisce che si nasconde qualcosa di oscuro, dunque cresce in lei il desiderio di scappare.


L'agente Dawn è a capo della struttura ospedaliera che gestisce come un carcere con tanto di punizioni corporali, gli ospiti maschili dell'edificio si adoperano per mantenere pulite e stirate le divise degli agenti di polizia, mentre le donne devono premurarsi di soddisfarli sessualmente. Perché ciascuno ha il suo compito. Infine c'è il dottor Edwards che supporta tutto il sistema e fa in modo di diventarne il perno centrale, nonostante la consapevolezza di quanto l'intera organizzazione sia marcia. Edwards è anche l'unico a prendersi apparentemente cura di Beth, ma non appena si serve di lei per eliminare un altro medico in modo da assicurarsi di mantenere la sua posizione privilegiata, diventa chiaro che la condizione di Beth non è poi così positiva, schiacciata tra un profittatore e un molestatore. 

Four Walls and a Roof


L'antagonismo tra Gareth e Rick si è risolto in questa puntata. Così, d'emblée. L'episodio è stato rapido e indolore, ci sono stati due buoni colpi di scena ma ha peccato nella messa in scena, non riuscendo a farci empatizzare quanto avrebbe dovuto. E, ad ogni modo, il nuovo big bad Garteh che mangia la gente, avrebbero potuto sfruttarlo per qualche puntata altra. 

Lasciar vivere i nostri eroi in una chiesa isolata nel bosco, con le inscrizioni demoniache sulle pareti e con i cannibali che girano in tondo praticando macumbe e mangiando uno alla volta gli elementi più deboli del gruppo sarebbe stato notevolmente inquietante.


Cominciamo con il parlare di Abraham che, per salvare l'inutile vita di Eugene il minchia, si mette contro Rick ( quello stesso Rick - ve lo vorrei ricordare - che ha ammazzato un uomo a morsi). Non si fa Abraham, non si fa. Glenn cerca di evitare lo scontro diretto tra i due, che sarebbe inevitabilmente finito a schifio, proponendo una soluzione geniale. L'ennesima divisione del gruppo. Abraham quindi parte, nonostante l'unica fonte di pericolo sia stata recisa alla radice, e dubito fortemente che il capannello di militari allo sbaraglio riesca a fare molta strada prima di essere costretto a fermarsi.

martedì 4 novembre 2014

Trieste Science+Fiction


Si è concluso ieri il Trieste Science+Fiction Festival della fantascienza che mai come quest'anno sceglie di premiare pellicole di rara sensibilità artistica e finemente realizzate.


Il Premio Asteroide va a Time Lapse di Bradley King, che racconta lo stravolgimento della vita di tre ventenni dopo il ritrovamento del cadavere del loro vicino di casa.
Dal comunicato stampa:
La giuria ha scelto di premiare un vero e proprio film di fantascienza dalla tematica molto importante. La sceneggiatura è molto forte, intelligente e ricca di suspance, e il film è un ottimo esempio di cosa si riesca a fare con un piccolo budget, pochi mezzi ma un'intelligente sceneggiatura nella mani di un buon regista. 

La menzione speciale del Premio Asteroide va a Honeymoon di Leigh Janiak. Due novelli sposi partono in luna di miele alla volta di un lago isolato, ben presto il comportamento della donna si fa strano e inquietante. 
Dal comunicato stampa:
Mix originale di fantascienza e horror, la giuria è rimasta molto colpita dalla qualità artistica di questo film, opera prima di una giovanissima regista. 

lunedì 3 novembre 2014

Dirk Bogarde


Sir Dirk Bogarde, attore, cantante e scrittore nasce a Londra nel 1921. Si diploma alla Chelsea School of Art e al Royal College of Art di Londra e inizia a lavorare in teatro, prima come fattorino, poi come scenografo e infine come attore. Recita in alcuni lavori di J.B. Priestly e poco dopo ottiene una piccola parte nel film 'Come On George!. La sua carriera vine interrotta dal servizio militare durante la seconda guerra mondiale.

Fatto prigioniero dai tedeschi trascorre un duro periodo di prigionia nel campo di concentramento di Bergen-Belsen. Questa esperienza segna indelebilmente Bogarde che sviluppa un odio profondo per i tedeschi ma che paradossalmente in seguito sarà spesso chiamato ad interpretare personaggi legati alla Germania.


Bogarde riprende a recitare in teatro dopo la guerra e nel 1948 inizia la sua carriera cinematografica. Il successo del film Esther Waters gli procura un contratto cinematografico di sette anni con la Rank Studios diventando in breve la star principale della casa di produzione.